Ecco finalmente una poeta che ha il coraggio di raccontarsi in poesia.
Massimo Tosco, a differenza di tanti che distillano le loro liriche, arrivando a un'essenzialità rarefatta, a un verbo purificato e senza più carne, ha scelto di mettere sulla carta tutto il suo mondo con le scorie, le preoccupazioni, le paure, i problemi e i dubbi di ogni genere: religiosi, politici, esistenziali. La sua è una poesia che narra, che impreca, che argomenta, che ragiona e che prende continamente posizione.
A costo di cadere nel predicatorio e nello scurrile vuol farci sapere quello che pensa davvero del mondo, di se stesso e di Dio.
Massimo tosco non si sottrae al compito di interpretare tutta la realtà, di manifestare tutta la sua passione civile, i suoi dubbi di quasi-credente e di eretico incallito, le inquietudini del proprio vivere quoitidiano, i drammi della sua infanzia, le illusioni e i fallimentil della sua generazione.
Convinto che è meglio dare una completa versione dei fatti, piuttosto che restare in un reticente e comodo minimalismo, accetta il rischio di costruire, come dice lui, "anche solo due o tre buoni versi ogni poesia, lasciando che le altre frasi e parole fungano da semplice contorno."
Ma poi, a leggerlo bene anche questo "contorno" risulta a suo modo succoso e ricco di eccellenti umori poetici.
Josè Maria Velasco
...Alcune poesie