
2001 - Cartolina.
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Voglio incominciare la mia intervista con una domanda brutale: perché non sei ancora un artista affermato, dopo tutti questi lunghi anni di dedizione alla pittura?
Chi vuole veramente una cosa, fa di tutto per ottenerla. E magari la ottiene. Forse non ho mai desiderato veramente affermarmi. Forse perché credo che il vero problema non è tanto affermarsi, ma restare integro come artista.
Vedi forse una contraddizione tra essere “affermato” ed essere “artista”?
No, ma spesso per affermarsi bisogna fare molte concessioni a coloro che detengono il potere nel mondo dell’ arte e che tendono a orientare la carriera degli artisti, che aprono o chiudono loro le porte, stilano le graduatorie, eccetera eccetera. Poi, quando agguanti il successo, non puoi fare quello che ti pare, perché devi rendere conto a molti, diventi un personaggio pubblico a cui si richiede una certa presenza e un certo comportamento. Un artista affermato riesce difficilmente a vivere nascosto e ad approfondire un autonomo cammino spirituale. Così molti in queste condizioni perdono a poco a poco l’ispirazione, la profondità di visione, la lucidità.
Perché tu vuoi vivere nascosto?
Perché il mio ideale è stare tranquillo, in disparte, facendo quello che mi garba e dedicandomi esclusivamente alla mia arte in totale autonomia.
La libertà è per me l’essenza della vita spirituale e per essere libero non |
devo rispondere a nessuno delle mie scelte.
Ma ti sarai reso conto che un tale sistema di vita rischia di farti perdere molti vantaggi, comprese tante possibilità di guadagno?
Ne sono sempre stato cosciente, soprattutto quando da giovane mi avrebbero fatto comodo maggiori guadagni. Ma io non baratto la mia tranquilla operosità e la mia libertà per quattro soldi.
Veniamo ora a parlare un po’ della sostanza, dell’essenza della tua pittura. Da che cosa parte il tuo dipingere e a che cosa tende? Qual è il contenuto delle forme che tu costruisci sulla carta e sulla tela?
Il contenuto sono io. L’essenza dei miei segni è la mia intima sostanza spirituale che si materializza in forme gestuali e primarie. Il grande filone dell’espressionismo astratto è sempre stato e forse sempre sarà il mio punto di riferimento, i miei maestri abbracciano tutto l’arco che va da Pollock agli informali europei, facendo una deviazione verso il sulfureo Bacon, e ripiegando nuovamente verso i miei santi patroni Afro, Burri, Vedova, e ancora verso il più grande di tutti: il mitico Kurt Schwitters.
Si può fare una periodizzazione della tua pittura rispetto agli stili e alle tematiche?
Ho passato diversi periodi, ma non rigidamente, perché il mio procedere è sempre stato eclettico e ondivago.
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1990 - Gatto che miagola alla luna.
Scultura in ferro.
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